ENRICO MATTEI

PAGINE DEL SITO
(in allestimento)

CHI SONO

 


PAGINE


Home Page
Africa
Diritto
Enrico Mattei
Iran
Palestina-Israele
Terrorismo
Università



L'UNIVERSITA'
D'ESTATE DI
SAN MARINO

Il Programma 2008


Claudio Moffa

ENRICO MATTEI,
IL CORAGGIO
E LA STORIA


CLICCA SULL'ICONA
PER IL FORMATO NORMALE

con saggi di

Giuseppe Accorinti, Umberto Bartocci,
Felice Di Nubila, Giovanni Galloni,
Vincenzo Gandolfi, Francesco Licheri,
Benito Li Vigni, Emanuele Macaluso,
Simone Misiani, Claudio Moffa,
Nico Perrone, Andrea Ricciardi
e
GIULIO ANDREOTTI

INDICE



Enrico Mattei
Contro l'arrembaggio
al petrolio
e al metano

a cura di
Claudio Moffa
Aracne editore 2006
€ 8





Conduce
Carlo
de Blasio


5 Maggio

Enrico Mattei: l'Italia del petrolio
In studio Claudio Moffa, dire
ttore del Master "Enrico Mattei" in Medio Oriente, Università di Teramo


Presentazione
del libro

ENRICO MATTEI
IL CORAGGIO
E LA STORIA

17 Ottobre 2008
Ore 18.00

Sala Consiglio Comunale

Piazza Roma
S. Maria a Vico (CS)


Interventi di:

Hassane ASSI
vice Presidente di ASSADAKAH

Talal KRHAIS
giornalista e segretario generale di ASSADAKAH

Gabriele
DELLA VALLE

cultore e studioso locale

Mauro MANNO
storico del Medio Oriente

Giuseppe MARTONE
assessore alla Cultura

Claudio MOFFA
docente
dell’Università di Teramo

Giuseppe A. TELESE
Sindaco del Comune di S. Maria a Vico

Con il patrocinio
del Comune
di Santa Maria a Vico


ENRICO
MATTEI

CENTENARIO

(1906 - 2006)

Intervista
della Radio Svizzera
a Claudio Moffa



 

 

 



2 maggio 2009

C'è un rischio historically correct?

ENRICO MATTEI: MODERNIZZATORE, MA NON SOLO


Mattei fu un grande modernizzatore, era a favore delle grandi opere e con la metanizzazione dell'economia italiana gettò le basi del boom economico degli anni Sessanta. Ma non fu solo questo: come ex partigiano fu attivamente contrario ad ogni forma di colonialismo, politico ed economico, fino a sostenere la guerra di liberazione algerina e ad essere stretto alleato di Nasser, il "nuovo Hitler" egiziano secondo la becera propaganda pro-israeliana dell'epoca. La sua ultima battaglia fu contro Israele e Eugenio Cefis, che attraverso l'ANIC aveva intessuto rapporti commerciali con Tel Aviv mettendo a repentaglio l'intersa strategia dell'ENI.

La storia non si fa con i se, ma non c'è alcun dubbio che oggi il filoarabo Mattei inorridirebbe di fronte alle guerre criminali contro l'Iraq, il Libano, la Palestina, l'Afghanistan, il Sudan e un domani forse l'Iran. Non c'è alcun dubbio che difenderebbe il sacrosanto diritto di Ahmedinejad a sviluppare il progetto nucleare iraniano, e di Hamas a essere riconosciuto come legittimo rappresentante del popolo palestinese. Non c'è alcun dubbio che Mattei si batterebbe per la creazione di uno stato palestinese indipendente.

Ma gli aspetti politicamente più significativi di Mattei rischiano di non essere ricordati oggi da una storia "ufficiale" che è sempre, purtroppo, condizionata dalle pressioni politiche contingenti: troverete dunque qui e là, un po' di modernizzazione (utile a ricordarsi, a proposito dell'estremismo ambientalista) e di ideologia produttivista (idem, contro l'immoralità del capitale finanziario che ha scatenato la crisi mondiale), un po' di antiamericanismo che fa tanto "sinistra rivoluzionaria", un po' della solita P2 che è come il prezzemolo buono per tutti i piatti delle polemiche della sinistra contro la destra. Ma sarà difficile trovare - tranne piacevole smentita - qualcuno che spieghi e ragioni su queste parole di Mattei scritte un mese prima di espellere Cefis dall'ENI e 10 mesi prima di essere assassinato: "L'E.N.I non tratta e non intende trattare in alcun modo con Israele" (13 dicembre 1961: vedi la lettera pubblicata più in basso).

RAI-News 24
5 maggio 2006



Enrico Mattei:
l'Italia del petrolio

In studio
Claudio Moffa
dire
ttore del
Master "Enrico Mattei" in Medio Oriente
,
Università di Teramo

Conduce Carlo De Blasio

PLAY

Nel video sono inclusi:
L’aneddoto del gattino raccontato da Mattei
alla TV italiana (1962)
Intervista a Ettore Bernabei (Pino Finocchiaro)
Intervista Emanuele Macaluso (Pino Finocchiaro)
Il viaggio di Gronchi e Mattei in Iran (1957)
Il mondo dell’epoca: 1961, Gagarin nello spazio
(filmato RAI).


Claudio Moffa

 

L'attualità di Mattei

Testo scritto in occasione dell'inaugurazione
del Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente

27 ottobre 2008



1962 - Mattei visita la centrale nucleare di Latina:
mezzo secolo fa aveva intuito i problemi di cui si discite oggi

clicca sul titolo

 


Claudio Moffa

Il “caso Mattei” e il conflitto arabo-israeliano (1961-1962)


clicca sul titolo e sull'icona



25 aprile:
Enrico Mattei, 50 anni fa

Nel segno della Resistenza ...


Mattei, Longo, Cadorna, Parri, Pertini,
Lombardi, Solari, La Malfa


...una politica di amicizia e collaborazione con tutto il mondo arabo


Mattei e Nasser (1961)


Mattei e il re del Marocco (1958)


La straordinaria vicenda Mattei fra oblio e occultamento

Auditorium della
Associazione Nazionale Partigiani Cristiani
27 ottobre 2008

On. Gerardo Agostini
Presidente Associazioni
Naz. Partigiani Cristiani
I miei anni
Enrico Mattei

Pubblico Ministero
Vincenzo Calia
Procura di Pavia
L'inchiesta giudiziaria
sul "caso Mattei"
Prof. Claudio Moffa
Università di Teramo
Dimenticare Mattei:
chi, cosa, perché
Prof. Nico Perrone
Università di Bari
L'imbarazzante
delitto Mattei

Vai al sito www.mastermatteimedioriente.it


 

25 aprile 2009

25 APRILE: ENRICO MATTEI, 50 ANNI FA

 

Mezzo secolo fa, in un mondo e un'Italia diversissimi da quelli di oggi e veramente spaccati in due, in Enrico Mattei c'era già tutto quel di cui si va discutendo – fra revisionismi e contrasti - in questa ricorrenza del 25 aprile 2009: era stato dirigente del CLNAI, ma fu subito pronto a difendere la sopravvivenza dell'AGIP fascista e a collaborare con le maestranze ex repubblichine; stava con i governi centristi, ma non esitò a sostenere nel ‘58 il milazzismo fascio-comunista in Sicilia; fu filo atlantico ma siglò il primo contratto rivoluzionario con l'URSS dopo essersi battuto come un leone per difendere il petrolio e il metano della valle padana dalle compagnie angloamericane.

Tutto questo non era frutto né di stravaganze né di equilibrismi tattici, ma di una spregiudicatezza geniale volta alla costruzione di una politica di sviluppo nazionale attenta allo stesso tempo ai diritti delle classi lavoratrici. Mattei era datore di lavoro, ma illuminato e generoso come pochi; era manager, ma veniva dal popolo; credeva nel mercato, ma fu difensore strenuo dell'industria di stato nei settori chiave dell'economia; aveva conosciuto la povertà dell'Italia contadina, e divenne modernizzatore e nuclearista convinto; maneggiava miliardi ma per produrre ricchezza materiale e non per speculare come un parassita usuraio. Un esempio per la crisi di oggi.

Mattei era un “padrone”, ma viveva senza lussi; aveva uno stipendio da dirigente che donava in beneficenza; non si era laureato ma fu ingegnere e costruttore geniale della più grande azienda italiana; era democristiano ma propositore di una politica economica e sociale che faceva concorrenza ai comunisti; fu l'artefice principale del boom italiano grazie alla metanizzazione dell'economia, ma anche uno straordinario sostenitore dell'emancipazione economica dell'allora Terzo mondo; fu patriota convinto (un residuo della sua giovanile adesione al fascismo?) ma nemico attivo del colonialismo e fautore di una politica estera di fatto internazionalista che persino Cina e URSS se la sognavano.

Per questo, probabilmente, egli ricorse anche a “fondi neri” per ben indirizzare la politica estera italiana. Per questo fu decisamente filoarabo, fino a sostenere la guerra di liberazione algerina e a stringere con Nasser un'amicizia profonda che non è spiegabile solo in termini di petrolio. Mattei credeva in Nasser come leader emancipatore del mondo arabo: come JFK Kennedy, che ebbe una corrispondenza cordiale col rais egiziano almeno fino alla crisi yemenita del 62.

Come Kennedy, un anno prima di Dallas, Mattei finì assassinato. La sua ultima battaglia era stata contro Israele, con la cui arroganza si era già scontrato dopo la guerra di Suez: nel dicembre del 1961 Mattei aveva scoperto che il suo vice Cefis aveva intessuto rapporti con lo Stato ebraico, mettendo a repentaglio l'intera strategia ENI. A gennaio Cefis fu espulso dall'ENI. A giugno Montanelli – il miserrimo giornalista dei poteri forti oggi conteso dal centrodestra e dal centrosinistra – gli sparò contro paginate di attacchi sul Corriere della Sera. Il 27 ottobre 1962 ci fu l'attentato aereo di Bascapé e Cefis tornò alla guida dell'ENI frenando sul troppo filoarabismo del suo precedessore.

Cefis era stato partigiano, come Mattei: ma fra i due c'era un abisso di linea politica, di umanità, di carattere. La loro diversità è l'emblema di una guerra di liberazione dalle diverse facce che solo la faziosità può ridurre a una marcetta unitaria di tutti eroici combattenti, o a un evento senza pagine negative e in cui quel che solo conta sarebbero l'affiliazione partitico ideologica e le battaglie contro i nazisti. Esistono pagine oscure di una storia che come sempre è a più livelli. Cattolici, socialisti o comunisti, forse non erano solo queste le differenze di una guerra di liberazione “vista dall'alto”, e questo nonostante la spaccatura del vecchio CLN nel ‘48: fondamentale è che un Mattei fu combattente ben diverso da certi partigiani per fede tribale e con strategia neo-totalitaria; o da un Cefis, l'uomo dei servizi segreti inglesi con le loro trame oscure e determinanti.

Si parla tanto di “rifondazione” della festa di liberazione come momento di unità e pacificazione nazionale: la ricerca storica libera è una cosa, il suo uso o semplice sbocco “politico” è altra cosa. Ma nei fatti un revisionismo non fondato soltanto sul rimbeccarsi fra destra e sinistra le atrocità vere o presunte dei due campi, ma attento a individuare le possibili strumentalizzazioni della guerra civile per finalità che avevano poco a che fare con gli interessi dell'Italia e delle stesse cause “di parte”, potrebbe aprire prospettive interessanti.

Claudio Moffa

 

ENRICO MATTEI E IL NODO ISRAELE:
LA SCOPERTA DI CONTATTI DELL'ANIC
DI CEFIS CON ISRAELE, UN PERICOLO PER TUTTA LA STRATEGIA DELL'ENI


clicca sull'immagine

Per la versione inglese
clicca qui




clicca sull'immagine

 


clicca sull'immagine

Nell'estate 1961 un bollettino tedesco, ripreso dalla stampa libanese, rivela che l'ENI fa affari con Israele. I paesi arabi si allarmano e protestano, Mattei smentisce.

A dicembre Mattei svolge una inchiesta interna all'ormai mastondontica ENI. L'incaricato chiede: come si concilia il documento che segue con le smentite?
Il documento attesta di contatti fra l'ANIC di Cefis e tre israeliani, uno dei quali è definito "ns. agente"

I documenti e la vicenda sono pubblicati sul libro Enrico Mattei, il coraggio e la storia, a cura di Claudio Moffa con saggi di Giulio Andreotti, Umberto Bartocci, Felice Di Nubila, Enrico Gandolfi, Benito Livigni, Emanuele Macaluso, Nico Perrone, Andrea Ricciardi e altri.