Claudio Moffa
L'Africa
alla periferia della Storia
Guida, Napoli 1993; L'Harmattan, Paris 1995; Aracne, Roma 2005
Premio Cultura
Presidenza del Consiglio 1996
“ (…) Recordemos que la antropología política francesa había despreciado a las etnias como realidad operativa en el África subsahariana, considerándolas como una invención colonial, actitud negada por autores como Georges Balandier, Claudio Moffa o Ferrán Iniesta ”. Ángel Pérez González, Revista cidob d'afers internacionals , 56, 2001-2002
“ (…) sintesi recenti di storici professionisti come quelle di Catherine Coquery-Vidrovitch, di John Iliffe o di Claudio Moffa ”
Jean Copans, Université de Picardie, Politique Africaine
“ Una specie di revisione del revisionismo (…) una ricollocazione generale dell'Africa per spiegare la sua permanenza "alla periferia della storia" ma in un flusso che rivaluta le componenti originali della propria vicenda storica ”
Giampaolo Calchi Novati, Dizionario di Storiografia , Mondadori, 1996
“ Ciò che resterà dell'opera, oltre a questa felice alleanza fra storia e politico, è la volontà dell'autore a confrontare, in modo sempre personale, con una grande onestà e con attenzione ad evitare il dogmatismo, le proprie referenze di riflessione marxista con la pratica di realtà sociali e culturali che non avevano a priori, granché a vedere con il campo d'osservazione privilegiato da Marx. Claudio Moffa lo fa con rigore, moltiplicando gli esempi, le comparazioni, gli angoli d'approccio, con l'aiuto di un apparato critico irreprensibile ”
Catherine Coquery-Vidrovitch, Prefazione all'edizione francese, 1995
“ L'attualità della tesi di Claudio Moffa colpisce (…) L'organizzazione del libro obbedisce a un piano rigoroso, la sua dimostrazione è chiara, la tesi ben esposta. Il "segreto più profondo dell'edificio sociale africano", formulazione ripresa esplicitamente da Marx, è il conflitto intertribale plurisecolare per il controllo del territorio e delle sue risorse (…) (Tuttavia) Claudio Moffa riconosce la responsabilità del colonialismo e dello scambio ineguale nel ritardo economico del continente ”.
Bogumil Jewsiewicki, Revue Canadienne d'Etudes Africaines , 1997
“La storiografia africanistica vive una sorta di contraddizione: da una parte c'è il lato positivo, lo sviluppo di studi particolari - su regioni, periodi, stati, gruppi sociali - e dall'altra però l'aspetto negativo, la regressione delle grandi interpretazioni della storia africana che erano state la forza della disciplina negli anni '50 e '60. Non ci si può dunque che rallegrare dell'ultimo libro di Claudio Moffa, una riflessione nuova che ripropone l'importanza di paradigmi e teorie generali utili a spiegare il passato africano ”
Elikia M'bokolo, École Hautes Études Scien. Soc.,Radio France International, 1996
“ Un'efficace critica alle manipolazioni del revisionismo storico (...) L'etnia è un concetto chiave del lavoro di Moffa, che ne dà una definizione originale di grande rilevanza teorica ”
Giordano Sivini, Università della Calabria, Africa, Roma
“ L'analisi probabilmente sino ad oggi più completa delle diverse correnti teoriche che si sono confrontate con il passato e il presente dei popoli africani, almeno nel campo marxista. E Moffa ha la virtù di non nascondere la sua descrizione scientifica ... Seria, ben documentata, l'opera affronta in maniera magistrale tutti i temi cruciali della realtà africana. Un discorso ben costruito e incisivo. I capitoli di Moffa sulla realtà etnica sono notevoli e solidi. Ai lettori della mia generazione - i marxisti degli anni Sessanta - la tematica ha un inconfondibile aria di famiglia ”
Ferran Iniesta, Studia africana (Barcellona)
“ Largo uso della letteratura, audacia comparativa (ben domina-ta), fermezza critica nel contatto con tendenze facilmente “decostruzioniste”, richiamo alla necessità di entrare dentro le ragioni della particolare dinamica africana. Non è poco che la critica storiografica e la ripresa ‘oggettivante' sui grandi temi (tecnologia, clima, potere, mito) si intreccino assiduamente: Moffa chiede agli storici di riportare ognuna delle visioni ch'essi coltivano al quid reale che sta al di là dei loro discorsi ”
Piergiorgio Solinas, Università di Siena
“Un libro coraggioso perché tenta di dare un'interpretazione generale del momento del contatto, di spiegare perchè l'Africa è un continente sottosviluppato. Un motivo per cui questo libro mi è piaciuto particolarmente è che se si riporta l'interpretazione di Moffa nelle Americhe, noi ritroviamo casi molto simili ”
Luca Codignola, Università di Genova, Tortuga-RAI 3, 1994
“ Nell'opera di smantellamento degli assurdi concettuali di certa letteratura “revisionista”, l'autore mostra un'efficacia distruttiva convincente (...) Moffa è d'accordo con l'obbiettivo di fondo dell'ala più militante dell'africanistica progressista: il reinserimento nella storia dell'Africa nera. Conseguire questo obbiettivo ricorrendo a un marxismo senza dogmi, riletto alla luce di alcune riflessioni della ricerca antropologica francese la più attuale, questa è la sua non dissimulata ambizione ”
Marco Lenci, Le monde diplomatique, 1996
“ Lo storico Claudio Moffa ha raccolto alcune delle più stravaganti falsificazioni relative alla storia dell'Africa, comunemente usate per dimostrare che le attuali condizioni di quel continente sono conseguenza di un processo secolare di spoliazione delle sue risorse umane e naturali che ne avrebbe arrestato lo sviluppo e determinato poi la decadenza ”.
Anna Bono, Il pungolo.com, 2002
“ Recordemos que a antropologia política francesa chegou, inclusive, a desdenhar as etnias africanas como realidade operativa na África Subsahariana, considerando-as uma invenção colonial, postura rechaçada por diversos autores como Georges Balandier, Cláudio Moffa, entre outros “.
Jorge Pereira da Silva, Univ. de Lisboa (http://www.demoliberal.com.pt/)
“ Questa vigorosa rilettura critica della storia dell'Africa è stimolante, e dunque molto positiva"
Ajourd'hui L'Afrique
“Un saggio che pur ponendosi all'interno della storiografia marxista, svolge una severa critica verso la tesi di un'Africa felix pre-europea ”
Roberto Righetto, Avvenire, 1994 “ Una nuova generazione storiografica (…) A questo filone realistico frutto di una revisione fortemente (e anche dolorosamente) critica sugli infondati entusiasmi della febbre terzomondista, appartiene il libro di Claudio Moffa ”
Arminio Savioli, L'Unità, 1994 |